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Nella foto: una banconota da 500 euro
L’eurosciocchezza
Attenzione, perché sbagliare con gli assegni può costare caro...
    3/1/2002
:: A forza di dirlo e ridirlo, qualcuno finirà per crederci davvero. E per sbagliare. Ma attenzione, perché sbagliare con gli assegni può costare caro, molto caro. In più di un articolo di giornale e in qualche trasmissione televisiva, infatti, è stato detto che per i nuovi assegni in euro fa fede l’importo scritto in cifre e non quello in lettere. Ma dove sta scritto? Quale legge o provvedimento ha stabilito questa regola? Boh! Nessuno lo sa. Ma a chi lo dice non è venuto il benché minimo dubbio che se non sta scritto da nessuna parte, probabilmente non è vero. E infatti non è assolutamente vero. La regola resta la stessa che valeva per i vecchi assegni in lire, fissata da una legge del 1933 che richiama la Convenzione di Ginevra del 1931. Se l’importo in cifre e quello in lettere non corrispondono, fa fede quest’ultimo. Perciò, se in cifre c’è scritto 100,00 e in lettere, ad esempio, dieci, chi lo incassa riceverà dieci euro. Se non altro perché falsificare il valore in lettere è più difficile rispetto a quello in cifre.
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo?
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