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Nella foto: Paolo Legrenzi, docente di psicologia cognitiva all’Università di Venezia, ha appena pubblicato per Il Mulino “L’euro in tasca, la lira nella mente e altre storie”
Eurostress
La conversione? Quasi un rito segreto
Paolo Legrenzi    17/1/2002
:: La maggioranza degli italiani si comporta come se i soldi fossero l'ultimo dei tabù rimasti. Nelle conversazioni, nei salotti, tra amici, parlare di soldi è sempre segno di pessimo gusto. Degli amori, invece, è lecito parlare “con gusto”. Secoli e secoli di prediche hanno finito per abbinare, nella condanna, il sesso e i soldi. Ci siamo finalmente liberati del tabù del sesso, grazie anche a Freud. I soldi sono, per i più, rimasti l’ultimo segreto. Molti italiani consumeranno in solitudine, in questi due mesi di passaggio all’euro, il dilemma del rimpatrio dei soldi lasciati “segretamente” all’estero. Fidarsi o non fidarsi? Ecco una diversa fonte di crucci. Poi c’è il più transeunte “stress da calcoli”. Forte sarà la tentazione di fare saldi netti, tondi, corrispondenti ad un balzo secco di duemila lire. Ecco un’altra sorgente di preoccupazioni: non finiremo così per contribuire all’inflazione? Saremo, comunque, costretti ad arrotondamenti e semplificazioni fino a quando non si ricostruirà una nuova memoria storica dei prezzi. Quindi pazienza: lo stress di poche settimane sarà premiato dalla creazione di una grande area monetaria.
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo?
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