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Eurostress
E' più grande il 3 o il 4? La conversione “per assurdo”
    31/1/2002
:: di Paolo Legrenzi, psicologo

Quello che gli economisti e gli psicologi chiamano pomposamente la "compressione della scala di misura", dovuta al fatto che l'euro è più grande della lira, molto più grande, per l'esattezza 1936 volte più grande, è stato ridicolizzato da Jonesco nel pezzo teatrale “La Leçon”.

Il professore: Fermatevi, Signorina. Quale numero è il più grande: tre o quattro?
L'allieva: Tre o quattro? Qual è il più grande? In che senso il più grande?
Il professore: Ci sono dei numeri più piccoli e degli altri più grandi. Nei numeri più grandi ci sono più unità che nei piccoli. L'allieva: Scusatemi signore ... Che cosa intendete per numero più grande? E' quello che è meno piccolo dell'altro? Il dialogo continua, tra l'assurdo e l'ironico, alternando la gentilezza del professore e l'ottusità dell'allieva. Eppure l'allieva non è poi così tonta. Provate a passare dai milioni di lire agli euro. Noi sappiamo bene che dieci milioni è fatto di 10 + sei zero. Non è immediatamente evidente quanti zeri devono restare passando agli euro. Quanti zeri bisogna togliere, prima di moltiplicare per due, per passare agli euro? Tempo fa un importante dirigente della filiale italiana di una multinazionale francese mi ha confessato d'aver sbagliato i bilanci di previsione perché aveva messo troppi zeri.

(Paolo Legrenzi insegna psicologia cognitiva all’Università di Venezia. Ha pubblicato per Il Mulino “L’euro in tasca, la lira nella mente e altre storie”)

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