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L'intervista
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“Due mesi di rodaggio e tutto andrà bene…”
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Antonio Finocchiaro, il dirigente al quale il governatore Antonio Fazio ha affidato il compito di preparare il passaggio all'euro, si dichiara ottimista
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“Abbiamo fatto uno sforzo imponente. Per il cambio del segno monetario i problemi produttivi, logistici, organizzativi, di sicurezza, nonché l’ampiezza dei processi di comunicazione al pubblico hanno richiesto un impegno straordinario, e un coordinamento senza precedenti di tutti i soggetti coinvolti”.
Antonio Finocchiaro, vice direttore generale della Banca d'Italia, il dirigente al quale il governatore Antonio Fazio ha affidato il compito di preparare il passaggio all'euro, ripensa al lavoro di mesi e, a poche ore dall’arrivo della moneta unica, non nasconde una certa soddisfazione.
Quante banconote e monete sono state stampate e coniate?
La Banca d’Italia ha provveduto alla stampa di 2,4 miliardi di banconote in euro distribuite fra i 7 tagli previsti. Circa due miliardi andranno a sostituire 3,5 miliardi di biglietti in lire che risulteranno in circolazione a quella data. Il resto costituirà la riserva operativa. La Zecca ha prodotto 7,2 miliardi di nuove monete, articolate su 8 conii, che sostituiranno gli attuali 15 miliardi di monete emesse dal dopoguerra ad oggi. La circolazione effettiva dovrebbe essere pari, però, a non più della metà di tale cifra; in oltre 50 anni le monete mancanti sono andate perse, distrutte o si trovano in mano ai collezionisti.
C'è il pericolo di contraffazioni?
Per la produzione delle banconote in euro sono stati stabiliti requisiti tecnici stringenti, processi di produzione più articolati di quelli esistenti, rigidi controlli di qualità. Sofisticati elementi di sicurezza sono stati adottati per minimizzare i rischi di contraffazione.
Lo sforzo fatto sarà sufficiente?
Per quanto concerne l’offerta di biglietti e banconote in euro, Banca d’Italia, Ministero dell’Economia, sistemi bancario e postale hanno fatto quanto dovevano.Il sistema è stato rifornito. Da ieri è cominciato il “collaudo di massa” della nuova moneta. E credo che se le operazioni di conversione si svolgeranno in modo ordinato, scaglionato lungo l’intero arco temporale, costituito dai due mesi di doppia circolazione (lire e euro) i disagi saranno molto limitati, il cambio del segno monetario un successo. A tal fine non vedo una ragione che debba spingere i cittadini ad affollarsi subito per il cambio agli sportelli della Banca d’Italia o a quelli bancari e postali o ai “bancomat”; negli acquisti di ogni giorno possono pagare in lire fino a quando ne avranno disponibilità, passando gradualmente all’uso della nuova moneta.
Intervista a cura di Roberto Seghetti
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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