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Le avventure della lira
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Un fantasma col piede d'argento
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Abbiamo deciso di raccontarvi una breve storia della nostra vecchia moneta utilizzando un libro straordinario scritto nel 1958 da Carlo M. Cipolla, uno degli economisti italiani più brillanti.
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Le avventure della lira
è stato ripubblicato proprio in questi giorni dal Mulino di Bologna che ringraziamo per la gentile concessione.
"La lira origina da un peso: un peso che i Romani chiamavano libbra e che doveva equivalere all'incirca a 325 dei nostri grammi. Questa libbra aveva già allora legami di parentela con il mondo monetario perché era con riferimento ad essa che si usava determinare il piede delle varie specie monetali. Ma non era una moneta. La trasformazione della libbra in unità del nostro sistema monetale risale alle riforme attuate nella penisola da Carlo Magno tra il 781 e il 794.
(...) La riforma istituiva come unica moneta legale il denaro argenteo di cui le zecche dovevano consegnare 240 pezzi per ogni libbra di argento ricevuta. (...) In teoria la riforma lasciava alla libbra il carattere che aveva prima - cioè di peso - e non le attribuiva affatto il carattere di moneta. In pratica però le cose andarono diversamente. (...) Siccome da una libbra (peso) di argento la gente otteneva alla zecca 240 denari, invece di dire 240 denari la gente preferì dire 1 lira (...).
Così cominciò la storia monetaria della lira. Una storia tanto avventurosa quanto strana. E la stranezza era già evidente dall'inizio. La lira moneta nacque come moneta materialmente inesistente, come pura unità ideale di conto. La gente cominciò a parlare di lire, a trattare e vendere in lire, senza che alcuno mai avesse visto o toccato una lira in forma di moneta. La lira venne al mondo come moneta-fantasma. Il curioso è che rimase un fantasma per quasi mille anni.
Questo strano fantasma rappresentò comunque al suo nascere l'unità di misura dei valori di tutto o quasi l'Occidente cristiano del tempo. Dalle rive britanniche della Manica, alla corte di Acquisgrana, alla pianura padana, alle colline toscane, la lira d'argento fu la comune unità di misura dei valori e dovunque essa significava 240 denari."
(di Carlo M. Cipolla)
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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