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EuroSTRESS
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Conversioni e contorsioni
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Paolo Legrenzi, docente di psicologia, ridimensiona l'ansia da moneta unica
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Paolo: “Sono stato negli Stati Uniti due mesi fa, per fortuna il cambio con l'euro, cioé con la lira, era soltanto a 0,80. Adesso è salito ed avrei speso di più!”
“Ma come - ribatte l'amico Vittorio all'osservazione di Paolo - se due mesi fa, alla fine di novembre, ci volevano più di 2200 lire per comprare un dollaro ed il rapporto euro/dollaro era a 0,88!”
“E infatti, quando il rapporto euro/dollaro è salito a 0,89, almeno così mi sembra - dice Paolo - ormai non sono più sicuro di niente - per comprare un dollaro bastavano 2.172 lire”.
Vittorio: “Allora fammi capire. Quanto più sale il rapporto euro-dollaro tante meno lire ci vogliono per comprare un dollaro?”
“Penso di aver capito” , conclude Paolo. “Prima mi sbagliavo. Dipende da che cosa si prende come sistema di riferimento. Dato che siamo in Europa, noi partiamo dall'euro e quindi consideriamo il rapporto euro-dollaro. Negli Stati Uniti, partono dal dollaro ed il giornale Herald Tribune mi dice quanto vale un dollaro in rapporto a mille lire. Se il dollaro vale 2.172 lire, questo rapporto è a 0.4593. Se sale a O.5 per un americano è più o meno conveniente viaggiare in Italia?”
“Mah, non so più che cosa dirti. Queste conversioni sono proprio uno stress! Più che conversioni sembrano contorsioni mentali”.
(Paolo Legrenzi insegna psicologia cognitiva all’Università di Venezia. Ha appena pubblicato per Il Mulino “L’euro in tasca, la lira nella mente e altre storie”)
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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