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Un "change over" divertente al supermercato
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Le prove su strada di euroItalia
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Pensionati che si presentano con maxibanconote da 500mila lire e vogliono il resto in euro.
Extracomunitari che preferiscono fare il cambio al supermercato piuttosto che in banca.
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Auchan di Cinisello Balsamo (Milano). Meglio qui che in banca. Meglio qui, con le simpatiche e garbatissime ragazze (quasi tutte studentesse al secondo o terzo anno di economia all'università e allora si capisce la competenza) delle 32 casse dell'ipermercato Auchan di Cinisello Balsamo, il solito scatolone commerciale appoggiato tra le ex brughiere della prima periferia nord di Milano, dove la città finisce di essere città ma non c'è più la campagna.
Meglio all'Auchan che ha sistemato un bel box informazioni all'ingresso, e se la fila si allunga perché alla cassa 19, per dire, qualcuno si è “incartato” con resti e spiccioli, ecco arrivare il capo, uno "Speedy Gonzales" dell'efficienza e della cortesia, l'Alessio Poma, giacchetta blu, telefonino interfono a tracolla e, in un attimo, il problema è risolto.
Meglio qui, senza dubbio, si sono detti certi anziani pensionati che nei giorni caldi del "change over", si sono presentati con le loro belle banconote da 500mila lire, quelle con Raffaello Sanzio e grandi quasi come le mitiche mille lire di quando si fischiettava la celebre canzonetta “Se potessi avere…”, per pagare piccole, piccolissime spese, tanto per "mascherare" la reale intenzione di cambiare, di fare il loro personalissimo e discreto "change over" …
Qui alla Auchan basta fare una piccola spesa, un bottiglione di vino, una confezione da sei scatolette di cibo per gatti, un tris di pandori superscontati e la ragazza-cassiera capisce e sorride anche se il bigliettone da 500mila quasi svuota la sua piccola dotazione di euro, 428 in tagli da 10 e da 5 come ha voluto la direzione non prevedendo l'ondata dei pensionati-cambisti. “Nei primi giorni abbiamo fatto il lavoro delle banche”, spiega l'Alessio, il piccolo capo delle 58 cassiere dell’ipermercato.
Lo dice con soddisfazione perché non è mai accaduto, neanche nei primi temutissimi sabati di spesa postnatalizia, che le sue casse restassero senza eurobanconote ed euromonete (“Solo il 2 gennaio abbiamo erogato più di 38mila euro”) e così si sono riempiti di euro sia i portafogli degli accorti pensionati-risparmatori (quante maxibanconote da 500mila lire sono ancora custodite nel fondo dei cassetti, negli armadi, tra i libri e la biancheria?) sia le tasche dei tanti extracomunitari dell’hinterland - marocchini, rumeni, polacchi - che sono venuti anche loro qui, all’Auchan, a fare la loro piccola spesa e a cambiare i loro piccoli rotoli di lire.
IperCoop di Milano - Primi giorni del 2002. Undici del mattino. All’ipermercato Coop di viale Umbria, zona semicentrale, comincia la coda alle casse. La grande prova del primo sabato di gennaio è stata superata ma il lungo rodaggio della moneta unica non è ancora finito. “Abbia pazienza, signora! Vedrà che tra un po’ saremo veloci come con le lire…”
Nostalgici, euforici, perplessi: ognuno continua a reagire a suo modo alla nuova moneta. Alla cassa veloce c’è un po’ di trambusto. Una signora si è indispettita: lei, il resto in euro, proprio non lo vuole. E non serve a nulla anche dirle che, prima o poi dovrà abituarsi.
Proclama: “ Sarà come tutte le cose in Italia, dicono due mesi ma sono convinta che si andrà avanti fino a luglio o agosto!” L’Italia delle proroghe è dura a morire. Dietro di lei un’anziana signora aspetta il suo conto e si prepara; inforca gli occhiali, si guarda attorno con sospetto e quindi estrae nell’ordine: euroconvertitore, portamonete, portafogli, banconote e monete in eurobanconote e monete in lire.
Calcola il resto, calcola la conversione, calcola la spesa e i centesimi di resto. Poi si allontana di qualche metro e riprende il convertitore per un ennesimo controllo, perdendo però, nella foga dei numeri, tutte le monete del suo resto e dimenticando una delle due borse della spesa …
Arriva una famiglia al completo, svuota il carrello e si prepara a pagare. Il figlio, otto anni, fissa le dita della cassiera che si muovono agili tra i tasti. La cassiera capisce e nel dare il resto gli mette in mano una banconota di dieci euro. “Lui è l’unico contento!” dice il padre, e la madre aggiunge: “Gli hanno regalato anche una cassaforte, dove vuole mettere tutti i suoi euro. Gli rifileremo tutte le monetine, io non le sopporto…” I ragazzini, però, si divertono in questo singolare gioco per grandi che è il “change over” al supermercato.
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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