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Nei villaggi del Sud Tirolo
Ja, Euro (anzi: Oiro). Finalmente una sola moneta e il Brennero non divide più tedeschi e italiani
    17/1/2002
:: BOLZANO - La periferia tedesca dell'Italia ha detto sì all'euro. Anzi, ha detto “Ja” all’ “Oiro”. Così, infatti, si pronuncia in tedesco il nome della nuova valuta e così lo chiamano i quasi trecentomila altoatesini di lingua tedesca. Nelle città come nei paesini nei primi giorni di gennaio c’ è stato l’ assalto ai Bancomat. Bolzano, poi, ha registrato un piccolo record, con un distributore delle Poste che nelle prime ore dell’anno ha avuto il maggiore afflusso di clienti nottambuli in tutto il Nord Est, come ha registrato puntigliosamente un quotidiano locale.

L’entusiamo per il nuovo arrivato ha assunto anche toni di carattere politico. Gli Schuetzen - i “cappelli piumati”, strenui difensori delle tradizioni che si richiamano all'eroe antinapoleonico Andreas Hofer - hanno fatto stampare migliaia di cartelli di benvenuto per l’euro. Dopo 80 anni dallo strappo consumatosi con l’annessione dell’Alto Adige all’Italia al termine della prima guerra mondiale - hanno scritto gli “Schuetzen” sui manifesti - finalmente il Tirolo, la parte austriaca e quella italiana, è di nuovo unito nella valuta e questo fa sentire come meno importante l’“ingiusto confine del Brennero”.

Chi ha sentito meno i problemi con la nuova valuta sono stati gli operatori turistici. Nelle località alla moda, infatti, si accettano pagamenti in tutte le valute: euro, lire. marchi. In una delle più note stazioni turistiche, a Merano, si è verificato anche un piccolo “eurogiallo”. Un turista ha preteso di pagare un caffè al bar con una banconota da 500 euro, pari quasi ad un milione di lire. Poco c’è mancato che il cameriere, temendo di essere il primo “eurotruffato” dell’anno, chiamasse la polizia, finché l’avventore non ha accettato di pagare con una banconota più piccola. Poi, raccontano, il misterioso cliente si è eclissato, lasciando il dubbio che si trattasse, effettivamente, di un falsario.

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