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L’euro a viva voce
Le prove su strada di euroitalia. I call center: o un’alluvione di telefonate o (in alcuni casi) il silenzio.
    31/1/2002
:: Al “call center” del Comitato euro prevedevano di dover gestire fino ad massimo di duemila telefonate al giorno. E, invece, bisogna smistarne molte di più. Ben 70 mila chiamate solo nella settimana a cavallo dell'E-day, tra il 26 dicembre e il 3 gennaio. E, con il passare dei giorni, il ritmo si è fatto più serrato. Il numero verde, facile da ricordare perché ha come numeri la data della fine della doppia circolazione (800-28.02.02), osserva un orario continuato dalle 9 di mattina alle 7 di sera. Secondo la pianificazione iniziale dell'Eurodesk, la capacità doveva passare dalle 500 telefonate al giorno del mese di dicembre alle 2 mila di gennaio, alle mille di febbraio. Ma le cose sono andate diversamente ed è stato necessario incrementare del 50 per cento le postazioni. Si sta raddoppiando anche il numero degli operatori. Risultato: oggi, il call center riesce a smistare 5.800 telefonate e presto ne potrà gestire 6.500. Insomma, nonostante le numerose guide distribuite in tutta Italia i cittadini vogliono essere confortati sull’euro a viva voce. Nessuna meraviglia, dunque, se il lavoro è così intenso.

Il servizio, attivato il 18 dicembre scorso, rimarrà aperto almeno fino alla fine di febbraio. Destinato a cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, il centro si avvale di 39 postazioni di “front-line” con 65 operatori che rispondono, nel 90 per cento delle chiamate, entro 30 secondi. Attiva anche una “back line” con dieci consulenti economici e giuridici. Un servizio fornito dal "Sole 24 Ore" che risponde ai quesiti più complessi entro cinque giorni.

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