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di Anna Boiardi New York - Nel “visual” pubblicitario preparato dalla Banca Centrale Europea per i giornali americani, si vede un lontano puntino disperso nel globo terrestre - è una foto scattata dal satellite - e da qui un fumetto blu-nero con la scritta: “L’euro è la nostra moneta!.” Laggiù in fondo, il lettore americano deve immaginarsi l’Europa, e bisogna dire, senza ironia, che quella pubblicità della Bce ha davvero rappresentato la visione americana del Vecchio Continente e della sua Nuova Moneta. “What’s euro?” Risponde così, con sguardo stralunato il ragazzone americano che incontro al bar con in mano un enorme bicchiere di caffè bollente, e se ne va, privo di ogni curiosità per una cosa tanto lontana. Quando si insiste (per esempio, col taxista) si ottengono risposte di questo tipo: “Ah sì, è quella moneta che userà l’Europa”. “Cool, forte, però non so bene come funziona.” Decido di entrare nel “più grande negozio del mondo”, come è stato battezzato il grande magazzino ‘Macy’s’ di New York, per fare un esperimento: riuscire a comperare in euro in contanti, senza usare la carta di credito. Cerco l’ufficio cambio gestito dall’American Express. La domanda sul cambio euro-dollaro getta nel panico gli addetti, che chiamano il capoufficio. “Ci stiamo preparando già da sei mesi. Macy’s e American Express vogliono farsi trovare pronti.”, spiegano nell’attesa, ma l’impressione non è esattamente quella…
Riprovo in una vera banca, una filiale della Chase Manhattan sulla Madison Avenue. L’addetta al cambio appare sicura: “Certamente accettiamo travellers’ cheque in euro, già da ora ( confortante, proseguiamo) e ci stiamo preparando”. Avete fatto un corso? “No, però abbiamo un foglio informativo, che spiega tutto.” Come farete a identificare banconote contraffatte? “Abbiamo una fotocopia a colori con i vari esempi di monete e banconote.” ( una fotocopia?!…) Sa quanto vale un euro? “No, non ne ho idea!”. Siamo a New York, chissà che cosa succederebbe se fossimo a Denver, Colorado.
Eccomi al Plaza, Central Park, meta di gite perché eletto dal cinema hollywoodiano come hotel di lusso per eccellenza. Il Consierge parla con franchezza (è di origine italiana): “Nessuno qui conosce l’euro, ma l’hotel dovrà adeguarsi in fretta, perché qui passano migliaia di italiani e di europei. Il fatto è che gli americani si preoccupano solo quando debbono risolvere un problema reale. L’americano medio non ha la più pallida idea di cosa sia l’euro!” Puntata finale a Wall Street. Ma anche il giovane assistente di un broker si fa cogliere in contropiede: “What’s euro?”…
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