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Nella foto: Augusto Bocchini
CONFAGRICOLTURA
Questa moneta è un seme che darà buoni frutti
Il parere di Augusto Bocchini, presidente di Confagricoltura
    28/2/2002
:: Per l’agricoltura italiana la “rivoluzione dell’euro” c’è già stata il 1° gennaio 1999, quando furono stabilite le parità fisse ed irrevocabili tra la moneta unica e le valute di undici Stati membri, a cui successivamente si è aggiunta la Grecia.

Nell’occasione furono pure risolti i problemi posti dallo scarto esistente tra le nuove parità e i tassi agricoli di conversione validi per i diversi settori produttivi.

Purtroppo, in questi anni non sono venute meno le specifiche ragioni di debolezza dell’agricoltura italiana. Anzi, è diventata più urgente la risoluzione dei problemi in vista di un’effettiva modernizzazione del settore.

Vale a dire: i differenziali nei costi di produzione che tagliano la competitività dei nostri prodotti; le carenze infrastrutturali, in primo luogo nel Mezzogiorno, che allungano le distanze dai mercati di sbocco; le difficoltà del sistema economico degli agricoltori nella gestione dell’offerta. E, infine, una interprofessionalità ancora poco diffusa.

Augusto Bocchini

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