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Nella foto: Sergio Billé, presidente di Confcommercio
CONFCOMMERCIO
Eroi del Change Over
Ecco il prezzo salato pagato dai commercianti
    28/2/2002
:: Per mesi abbiamo guardato al 1° gennaio 2002 come ad un “passaggio attraverso le Colonne d’Ercole” che avrebbe segnato il nostro modo di essere cittadini e imprenditori; ora che l’Oceano è a vista e Gibilterra è alle spalle, possiamo dire che il paragone non era affatto fuor di luogo.

Tra i più coinvolti, meritano una menzione particolare gli imprenditori della distribuzione commerciale, senza alcuna distinzione tra grandi e piccoli, ai quali è spettato l’inusuale ruolo di cambiavalute, in aggiunta ai già numerosi ed onerosi (anche in termini economici) interventi di adeguamento richiesti dal tipo di attività svolta: dalla conversione di bilance e registratori di cassa, ai problemi della pre-alimentazione, dalla necessità di familiarizzare subito con la nuova divisa, alla formazione del personale, ai rapporti con il consumatore. Il commercio ha messo in atto un’operazione di proporzioni rilevanti (non è un caso che alcuni membri del Parlamento Europeo abbiano definito i commercianti europei “i veri eroi del changeover”).

Basti pensare che - soltanto in Italia - sono stati adeguati all’euro circa 835.000 registratori di cassa ed oltre 600.000 POS, senza causare alcun tipo di inconveniente alla clientela e senza alcun intervento finanziario di natura pubblica. Questa sfida ha visto in prima linea la Confcommercio, che nel 2001 ha lanciato una vera e propria offensiva formativa con il progetto “Passaggio all’Euro” , nel quale sono state coinvolte tutte le associazioni aderenti e – attraverso queste – le circa 750 mila imprese associate.

Al di là dei problemi che ancora restano (tra tutti, il più spinoso è rappresentato dalle procedure di cambio e deposito delle lire) crediamo che il changeover sia andato ben oltre le più rosee aspettative. Un neo comunque c’è stato: le polemiche sui prezzi che - studiate a tavolino senza troppa attendibilità statistica da parte di alcune (poche, nell’ampio e autorevole panorama del consumerismo italiano ) associazioni di consumatori - si sono sciolte come neve al sole nel giro di qualche giorno.

I dati Istat sul tasso di inflazione di gennaio, mai attesi come questa volta, hanno sgombrato il campo da qualsiasi dubbio, come riconosciuto dalle principali e più autorevoli associazioni dei consumatori, e fatto chiarezza sull’argomento, ma - nel capitolo "costi di conversione per il commercio" - forse occorrerebbe imputare anche questa voce.


Sergio Billé

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