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Nella foto: Luciano Petracchi, presidente di Confartigianato
CONFARTIGIANATO
L’arte (tutta italiana) di essere “eurocompetitivi”
Il punto di vista di Luciano Petracchi, presidente di Confartigianato
    28/2/2002
:: Nessun timore, nessuna perplessità. Gli artigiani e i piccoli imprenditori si sono dimostrati Euro-convinti’ ed hanno creduto nelle opportunità della moneta unica. E’ quindi un bilancio sostanzialmente positivo quello che posso trarre dalla loro volontà e capacità di adeguamento. Certo, i problemi non sono mancati.

Non nascondo che gli imprenditori hanno sopportato e stanno tuttora affrontando significativi costi e adempimenti per ‘ripensare in euro’ la propria gestione organizzativa, produttiva, amministrativa, contabile e commerciale.

Il changeover ha rappresentato e rappresenta un’operazione complessa, che coinvolge tutte le funzioni aziendali. La gestione delle paghe e degli stipendi, i contributi e le ritenute dei dipendenti, gli adempimenti fiscali, la ridenominazione dei listini di vendita, sono solo alcuni esempi di problemi che si è dovuto affrontare.

Tanto abbiamo creduto nell’euro che, stando alle nostre rilevazioni, i piccoli imprenditori hanno potuto affrontare con una certa rapidità la fase di transizione alla nuova moneta. Le imprese di produzione, pari a circa il 30% del totale di 1.400.000 aziende artigiane operanti in Italia, sono quelle che si sono adeguate più rapidamente, seguite con gradualità dalle imprese dei servizi.

Del resto, l’impresa artigiana, che per la sua dimensione è sempre stata caratterizzata da spiccata flessibilità e naturale propensione ad adattarsi, nel breve termine, ai cambiamenti dell’economia e del mercato, oggi è potenzialmente in grado di sfruttare i vantaggi derivanti dalla moneta unica.

Il 1° marzo segna l’inizio di questa nuova prospettiva. I prezzi dei prodotti e dei servizi saranno facilmente confrontabili e crescerà quindi il livello di concorrenza tra le imprese. Quando aumenta la concorrenza, le imprese ne escono vincenti solo se sono in grado di ridurre proporzionalmente i costi di produzione e i prezzi di vendita mantenendo accettabili margini di guadagno che permettano di superare i propri competitor, che saranno sempre più numerosi in tutta Europa, con le proprie capacità di innovazione tecnologica e di creatività, con la qualità dei prodotti e dei servizi e con il miglioramentodel rapporto qualità/prezzo. Si allargherà l’orizzonte del mercato per l’impresa artigiana italiana ed essa potrà più facilmente trovare partner produttivi e commerciali in Europa.

Luciano Petracchi, presidente di Confartigianato

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