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Extracomunitari, extrainformati
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Indipendenti e autodidatti, gli stranieri si sono adattati alla moneta unica forse anche meglio degli italiani stessi
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“Tutto arriva prima agli stranieri. Il bello e il brutto.” Lo dice con un certo dispetto nella voce, Ciprian Apavalone, rumeno. Ciprian racconta il suo incontro con la moneta unica: “ Per primi abbiamo avuto tra le mani gli spiccioli, i centesimi.
E abbiamo imparato alla svelta a contarli, anche se non ce l’ha insegnato nessuno.” Ciprian al momento non ha un lavoro né una casa fissa a Milano; vive di impieghi saltuari e qualche volta di carità, e proprio le monetine fatte cadere dalla gente nelle sue mani l’hanno aiutato a capire conversioni e valori.
“Euroautodidatta”, quindi, come moltissimi altri stranieri in Italia. In ogni caso, a Milano, città che conta più di 170 mila stranieri con legali permessi di soggiorno e lavoro, ( e circa 25 mila irregolari ) nessuno ha pensato ad un corso formativo sull’euro per gli stranieri. Tranne L’Opera di San Francesco.
E proprio al Centro San Francesco “Euroitalia” incontra Marciano, 32 anni, anche lui romeno. E’ aiuto–elettricista, ha un lavoro, uno stipendio, e un ulteriore vantaggio: “Il mio capo mi ha aiutato a capire la conversione in euro, gli stipendi nella nuova moneta.”
Gioco forza, gli stranieri se la sono cavata da soli, a quanto pare egregiamente, vista la velocità con cui Chako, venditore ambulante senegalese, fa una conversione lira euro: “Un ombrello? 15mila. In euro?…7,75. Grazie”.
Due secondi di orologio. “Nessun problema con l’euro. Nessuno me l’ha spiegato.
Ho imparato da solo, sono andato in banca e ho cambiato tutte le lire che avevo. Fino al 28 ho accettato le lire, ora solo euro.”
Marta, equadoregna, con i suoi due figli stretti a lato, è tranquilla: “La moneta corrente in Equador è il dollaro. Ha un valore simile all’euro, perciò non faccio troppa fatica a fare i calcoli”.
Indipendenti e autodidatti, gli stranieri si sono adattati alla moneta unica fors’anche meglio degli italiani stessi, come conferma Carlo Giorgi, responsabile del giornale multietnico “Terre di mezzo”, distribuito per strada, l’unico che si è preoccupato di spiegare l’euro: “I nostri venditori sono tutti extracomunitari. Per loro abbiamo pensato di fare un piccolo corso di formazione sulla moneta unica ed erano davvero interessati e svelti”.
Anna Boiardi
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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