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Le Finanze scatenano i “segugi” dell’antifalsificazione
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La strategia dell'Ucamp, l'Ufficio Centrale Antifalsificazione dei Mezzi di Pagamento del Ministero delle Finanze
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Anche all’Ufficio centrale antifalsificazione dei mezzi di pagamento (sigla: Ucamp) del Ministero delle Finanze c’è una certa aria di soddisfazione. “Al momento, non abbiamo particolari segnali che indichino falsificazioni di rilievo o preoccupanti sull'euro - spiega a “Euroitalia” il direttore dell’Ucamp, Renzo Antonini - Le banconote contraffatte sono ancora riproduzioni grossolane”.
Certo, non sarà sempre così. Prima o poi, complici anche le nuove e sofisticate tecnologie, i falsari diventeranno più abili. Ma dovranno combattere contro una rete di difesa che diventa via via più impenetrabile. Inoltre, è stato attivato un sistema di scambio dati e informazioni sui falsi.
“Ciascun paese - spiega Antonini - raccoglie nel suo ufficio centrale i dati tecnici sulle contraffazioni che confluiscono in un database. Gli uffici di tutti i paesi possono accedere a questo archivio in tempo reale per confrontare i dati”. In pratica, una volta sequestrate dalle forze dell'ordine, le banconote contraffatte vengono schedate: i dati tecnici confluiscono nell’ufficio centrale, mentre i falsi veri e propri finiscono alla Banca d'Italia e alla Zecca.
Qui, i centri di analisi le esaminano e, solo se si riscontra una nuova tipologia di falsi, le trasferiscono alla Banca centrale europea. In più, è stato attivato un sistema di allarme rapido europeo: confrontando i dati grazie agli archivi, è possibile capire, per esempio, se gli euro falsi “spacciati” a Bruxelles sono uguali a quelli “spacciati” a Roma. Se, insomma, si è in presenza di un'organizzazione potente che sta tentando di immettere sul mercato falsi in più punti contemporaneamente.
A questo punto, Francoforte avverte Europol e Olaf, l’ufficio antifrode Ue. Costituito a maggio scorso dall’ufficio direzione rapporti internazionali del ministero dell’Economia, l’Ucamp conta oggi su un organico di 23 tecnici suddivisi in due aree: quella economico-finanziaria e quella per la cooperazione.
Anna Maria Angelone
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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