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Berlino
Il marco? È finito in galleria (d'arte)
I tanto venerati marchi tedeschi vengono ormai snobbati. Anche a Berlino
Walter Rauhe    3/1/2002
:: Anche alla filiale del supermercato “Kaisers” di Potsdamer Platz nel cuore di Berlino i tanto venerati marchi tedeschi vengono ormai snobbati. Già da alcune settimane un cartello alla cassa informa i clienti che si accettano somme in Deutsche Mark non superiori a 20 DM. “Non siamo mica l‘ufficio cambio della BundesBank”, sbotta la cassiera in tono di sfida. Nella galleria d‘arte berlinese “Kohlenhandlung “è esposto un gigantesco cumulo di vecchie banconote ridotte al macero dalla Zecca di Stato nel quale i bambini si possono immergere portando a casa manciate intere dell‘ex valuta tedesca che poi finiranno in bacheche, album ricordo o vasetti di marmellata.

Il marco è scomparso ma l‘euro è davvero arrivato? Delle prime monete contenute nei kit iniziali distribuiti dalle banche tedesche in quasi cento milioni di esemplari, quasi tutte sono scomparse nelle collezioni private dei cittadini che le conservano come rari trofei di caccia. La Bundesbank ha già lanciato un appello ai cittadini di spendere e quindi di riportare in circolazione i nuovi euro e di non conservarli come una sorta di souvenir di ricordo.

Di tutt’altro genere le preoccupazioni della Banca Centrale russa che con insolita tempestività ha già messo in guardia i governi europei da un’ondata di banconote in euro false stampate con preoccupante precisione nelle zecche clandestine di Mosca e dintorni, cosa che ha scatenato tra i consumatori russi una corsa verso il dollaro, più conosciuto e fidato.

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