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Nella foto: Alan Friedman
EuroMIO
Missione (quasi) compiuta
Fra arrotondamenti, code e odiati centesimi, ecco un primo bilancio del "changeover"
Alan Friedman    31/1/2002
:: Ci siamo quasi. Arrivati a metà del “changeover” la lira è diventata una rarità. Anche in Italia, dunque, la staffetta si è compiuta senza traumi. E non facciamoci ingannare da certe statistiche: se la conversione è avvenuta con più calma che altrove è solo perché questo Paese ha scelto un periodo di doppia circolazione più lungo. Tra le questioni che più stanno tenendo banco ora c'è quella legata alla sorte dei centesimi.

La Finlandia li ha “neutralizzati” per legge arrotondando i prezzi ai 5 centesimi (pur senza metterli fuori corso). Un esempio che pone dubbi di ammissibilità a livello europeo e che trova consensi anche da noi. Le monete da uno e due centesimi danno così fastidio? Io credo che il problema non sia il loro valore quanto il fatto che con otto tagli di monete i borsellini si gonfiano e i pezzi di minor valore sembrano “pesi morti”.

Ma attenzione: il loro ruolo, in questa fase, è essenziale. Con tutti i riflettori puntati sui prezzi e con l'ansia da arrotondamento che circola tra i consumatori, i piccoli centesimi hanno permesso di convertire i prezzi con precisione evitando rincari ulteriori e polemiche a non finire.

Se in futuro i prezzi si stabilizzeranno su valori più “rotondi”, i centesimi potranno forse scomparire dai portafogli, senza alcun clamore. Per ora, quelle monetine che vegliano sugli arrotondamenti meritano di essere “sopportate”.

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