Home » Notizie
Nella foto: Alan Friedman
EuroMIO
Chi ha paura del caro-euro?
Gli arrotondamenti dei prezzi ci hanno davvero resi più poveri?
Alan Friedman    13/2/2002
:: A un mese e mezzo dal “changeover”, cominciano ad avere dei dati su cui ragionare: i calcoli provvisori dell'Istat sull'inflazione di gennaio (quelli definitivi arriveranno il 22 febbraio). Risultato: i prezzi sono aumentati rispetto al mese precedente dello 0,5%.

Non è poco, ma non è neppure un serio motivo di preoccupazione. Gennaio è un mese tradizionalmente caldo per prezzi e tariffe. Se teniamo anche conto del gelo che ha fatto impennare il costo degli ortaggi (nulla a che vedere con l'euro, naturalmente), ci accorgiamo che il cambio di valuta ha avuto un effetto limitato sui prezzi.

Ci sono stati, lo sappiamo, casi anche clamorosi di arrotondamenti un po' troppo “furbi”, ma per quanto siano stati numerosi, il dato Istat ci consente di considerarli spiacevoli eccezioni. Dunque le proteste e gli allarmi delle scorse settimane erano inutili? Tutt'altro: se la conversione è avvenuta in generale senza abusi, parte del merito è anche dell'attenzione che tutti noi abbiamo dedicato al problema (oltre che della correttezza dei commercianti, naturalmente).

Quando si parla di soldi lo scrupolo nel vigilare non è mai troppo. Come ho già scritto in questa rubrica, spero che uno degli effetti più positivi dell'avvento dell' euro sia una maggiore consapevolezza dei propri diritti da parte dei consumatori.

E anche se il “caro-euro” scomparirà presto dai nostri pensieri, le polemiche di questi mesi, talvolta aspre e sopra le righe, non saranno venute invano.

vedi tutti gli articoli »
L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo?
SI
NO