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Attenti al falsario
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l’industria del falso sembrava essere stata battuta dall’ipertecnologia grafica delle nuove banconote. Ma forse sta recuperando terreno
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Dalle prime eurobanconote contraffatte scovate a Siena e Gualdo Tadino al maxi-sequestro di 25 mila euro sul litorale laziale a metà febbraio: l’industria del falso che sembrava essere stata battuta dall’ipertecnologia grafica delle nuove banconote, forse, sta recuperando terreno.
“Nonostante qualche carenza nell’imitazione di alcuni accorgimenti tecnici riscontrati nelle banconote che abbiamo scoperto nella nostra ultima operazione - spiega il colonnello Carlo Mori, comandante i carabinieri dell’antifalsificazione monetaria - non siamo più davanti ai primi rudimentali euro falsi”.
Se, insomma, le poche banconote contraffatte scoperte in Umbria, Toscana e Veneto erano grossolane, i nuovi falsi fanno pensare ad un'attività da professionisti. “La stampa di base dell'ultimo sequestro è molto buona - spiega ancora il colonnello Mori - c'è stato anche l'utilizzo di avanzate tecnologie digitali”.
“Quasi il 90 % dei falsi - avverte il colonnello - avviene in stampa offset: il 10 per cento con rifacimento al tratto e il resto in quadricromia. In pratica, nel primo caso i falsari riproducono tante lastre quanti sono i colori, badando bene che il tutto si sovrapponga in modo perfetto. Nel secondo caso, invece, le lastre si limitano ai quattro colori fondamentali: blu-ciano, giallo, rosso-magenta e nero”.
L'altro modo è quello della fotocopiatrice a colori, molto utilizzato in alcuni paesi europei. Ma in questo caso possono apparire le cosiddette “linee di definizione”, tante linee vicine individuabili con una lente d’ingrandimento.
Dove colpiscono i falsari? Le aree dove è stato scoperto il maggior numero di falsi sono la Francia, la Gran Bretagna, la Germania e l’Italia. Contrariamente a quanto si pensa, per l’Italia la zona più a rischio è il Nord, in particolare la Lombardia, anche se nel Mezzogiorno ci sono artigiani molto abili. “Ma ora abbiamo il fondato sospetto - spiega ancora Mori – che l’industria del falso si sia spostato nel paesi dell’Est Europa e in Africa. Per questo lavoriamo in stretta collaborazione con Europol e Interpol”.
Anna Maria Angelone
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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