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Euromoda
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Euro, uno stile unico
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I grandi stilisti italiani anticipano a “euroitalia” le tendenze del pret-a-porter nel mercato della moneta unica
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L’avvento dell'euro, ulteriore passo verso un'Europa ancor più unita, porterà cambiamenti anche dal punto di vista del gusto?
In altre parole, esiste o esisterà uno stile "comunitario"? Abbiamo chiesto a dieci importanti nomi della moda come sarà la donna europea del prossimo futuro.
Giorgio Armani
“Una donna e il mondo…”
“Ci vorrà un po' prima che l'arrivo dell'euro porti a una donna davvero "europea". La moda è per sua natura aperta al dialogo con le culture e le influenze più diverse, e funziona egregiamente da elemento di integrazione e di cambiamento. Il mio mondo in particolare - intendo il mio stile e le persone che lo scelgono - è davvero rivolto al mondo...”
Gianfranco Ferré
“Appeal globale”
“Penso che il gusto, il costume, il "sentire" comune abbiano anticipato la politica e l'economia. Nel senso che la donna europea esiste già: vive, lavora, pensa, si muove, si veste allo stesso modo a Milano, a Helsinki, a Lisbona. Lo stile italiano nasce già per arrivare ovunque, per esportare in tutto il mondo un modello di eleganza e di qualità con un appeal globale”.
Donatella Versace
“Tanti stili, tante culture”
“La donna Versace è cittadina del mondo e quindi anche dell'Europa. Il suo guardaroba è estremamente variabile, e offre infinite possibilità di combinazione.
Ormai i Paesi si scambiano costumi, idee, abitudini. Non si tratta della perdita di individualità, ma della nascita di tanti stili differenti capaci di soddisfare le esigenze più diverse. La donna del Terzo millennio lavora e si sposta agilmente in tutte le capitali dell'euro, incontra persone di culture differenti, ed è assolutamente in grado di apprendere e di mostrarsi a proprio agio ovunque”.
Dolce & Gabbana
“Viaggio in altri mondi”
“La nostra è una cliente cosmopolita, abituata a frequentare mondi e culture diverse. Potrà sicuramente apprezzare l'innegabile comodità di un'Europa ulteriormente unita, e soprattutto di un'unica valuta, ma per il resto non cambierà di molto le sue abitudini. Per quanto riguarda le nostre collezioni, ci è sempre piaciuto contaminare il nostro stile con quello di altri Paesi conosciuti viaggiando. In questo senso, sicuramente l'euro sarà un buono stimolo per guardarsi attorno”.
Missoni
“Libertà di shopping”
“L'euro rappresenta un grande vantaggio dal punto di vista commerciale, e quindi i cambiamenti saranno soprattutto su questo fronte.
In generale, ritengo che ci sarà una maggior chiarezza dei mercati, si è definitivamente usciti dal preconcetto del "compro là perchè costa meno". Dal 1° gennaio 2002 è tutto più chiaro. Si può acquistare a Milano, come a Berlino o Parigi con grande libertà”.
Alberta Ferretti
“Una storia lunga”
“Dal punto di vista dello stile ho spesso attinto dalla storia degli altri Paesi, Europa compresa, così come, per esempio, i più famosi designer francesi hanno frequentemente fatto riferimento ai costumi italiani. Quindi, per quanto riguarda il gusto, non credo ci potranno essere sconvolgimenti. Economicamente, invece, ci saranno maggiori scambi e più scelta per il consumatore. E questo stimolerà inevitabilmente i designer ad affrontare nuove sfide”.
Roberto Cavalli
“Globalità e individualità”
"Con l'avvento dell'euro ci saranno cambiamenti su due versanti. Da una parte ci sarà più tolleranza, una maggior apertura dei propri orizzonti. Dall'altra un'ulteriore rivendicazione dell'identità personale, per ridurre al minimo l'omogeneizzazione. La donna Cavalli è già portatrice di questo duplice messaggio”.
Anna Molinari
“Glamour italiano”
"Le donne si sentiranno tutte più vicine, parte di un unico, grande Stato ricco di cultura, di civiltà, di bellezze artistiche.
L'Italia, però, all'interno di questo grande stato è il luogo più bello. Noi italiani siamo sensibili all'armonia ed io non cambierò il senso della mia creatività”.
Emanuel Ungaro
“Radici di donna”
“Grazie all'euro, la donna sarà sempre più proiettata verso il mondo. E però, paradossalmente, essendo stata testimone di un ulteriore abbattimento dei confini fra gli stati, sarà più consapevole dell'importanza delle sue radici”.
Krizia
“Europa, mondo”
“L'Europa è già di fatto unita da tempo, quindi non credo ci saranno grandi variazioni nel gusto.
Quanto al mio stile, non subirà cambiamenti, sia perché Krizia possiede già negozi monomarca nelle maggiori capitali europee, sia perché si è sempre rivolta a un pubblico internazionale ”.
Servizio di Adriana Di Lello
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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