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L’euro fa riscoprire “Fratelli d’Italia”
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L’invito del Presidente della Repubblica a cantare l’inno nazionale comincia a dare i suoi frutti
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Si moltiplicano le manifestazioni pubbliche che si aprono con l’esecuzione dell’inno e non passa giorno senza che radio e televisione trasmettano le note del “Canto degli Italiani” di Goffredo Mameli e Michele Novaro.
Secondo alcuni, tra cui la psicologa Alessandra Graziottin, l’entrata in vigore dell’euro sta dando, senza volerlo, un forte contributo alla diffusione dei simboli nazionali, in testa inno e tricolore.
La tesi è questa: la lira, come ogni moneta nazionale, è uno dei simboli di una nazione e di una comunità. Nel momento in cui la moneta nazionale sparisce perché cede il passo all’euro, che diventerà sempre di più simbolo e fattore di successo dell’integrazione europea,scatta un meccanismo di compensazione che fa aumentare l’interesse e l’affezione per gli altri simboli distintivi di ogni singolo Stato.
Insomma, la formula è: + euro –lira = inno.
Può essere questa una delle chiavi del successo del libro “Fratelli d’Italia, la vera storia dell’inno di Mameli” di Tarquinio Maiorino, Giuseppe Marchetti Tricamo e Piero Giordana (editore Mondadori), che è già alla terza ristampa in poco più di due mesi dall’uscita in libreria.
Il libro racconta in modo agile e semplice una storia un po’ nascosta ma ricca di colpi di scena e di avventure legate alle vicende di Goffredo Mameli, l’affascinante poeta-patriota e di Michele Novaro, rimasto sempre nell’ombra. Segreti, particolari inediti, dettagli storici dimenticati, rivivono nelle pagine del libro, che ha in appendice una cronologia della storia dell’inno ed il testo integrale spiegato parola per parola.
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L’euro è la via giusta per arrivare ad uno Stato federale europeo? |
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