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Nella foto: Stefano Lorenzetto editorialista del “Giornale”. Scrive anche per “Panorama” e altre testate. Il suo ultimo libro,edito da Marsilio, s’intitola “Italiani per bene”.
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Irriducibili
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L’altro punto di vista. Stefano Lorenzetto: “Ma io sono attaccato alla lira…”
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Ho aspettato trent’anni per incassare una moneta da un euro.
È un soldo d’argento, coniato - pensate - nel 1965, che reca il motto “In unitate robur”. Mi fu consegnato appunto nel 1971, alle superiori, per aver scritto il miglior tema del concorso provinciale bandito in occasione della XVIII Giornata europea. Cerimonia solenne nell’aula magna: autorità, preside, insegnanti e persino mio padre, un povero calzolaio che per l’occasione si mise la cravatta e abbandonò quel deschetto dal quale in 40 anni neppure la febbre era mai riuscita a schiodarlo.
Con queste premesse, capirete bene che non dovrei parlar male dell’Europa unita e dell’euro. Invece lo farò lo stesso. Fra l’altro sono in compagnia di persone che stimo: dal mio amico Paolo Granzotto all’antropologa Ida Magli, che mi ha telefonato per chiedermi di fondare insieme il Partito Anti Euro (buona idea, professoressa). Il fatto è che sono nato italiano, con la lira, e mi ritrovo europeo, con l’euro, senza essere stato nemmeno interpellato. Chi l’ha deciso? Io no.
di Stefano Lorenzetto
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